Apple fa della licenza una questione di onore

Riporto un bel articolo di Tom’s Hardware riguardo al famoso “think different” che contraddistingue Apple da altre filosofie e politiche di mercato.

Nell’articolo c’era la seguente immagine, troppo bella per non pubblicarla! D’oh! :D

Homer Simpson e Apple

Il sistema operativo Mac OS X e le applicazioni iLife e iWork di Apple non hanno codici seriali, complessi sistemi di attivazione o qualsivoglia altro espediente anti pirateria. Un esempio degli ultimi giorni è lampante. Apple chiede solo 29 euro per l’aggiornamento da Leopard a Snow Leopard. Chi possiede un computer Mac con sistema operativo Tiger, invece, deve comprare un pacchetto da 169 euro, chiamato Mac Box Set, che comprende anche i suddetti iLife 09 e iWorks 09.

Il DVD che si compra a 29 euro è però in tutto e per tutto completo, ovvero non verifica la presenza del sistema operativo corretto né tantomeno fa strane domande all’utente, del tipo “sei certo di essere in regola con la licenza”? Le uniche differenze stanno nel contratto di licenza, quel lunghissimo documento che leggono veramente in pochi.

Quindi se installi Leopard da Tiger a 29 euro hai un sistema perfettamente funzionante, che non si bloccherà mai e che non mostrerà mai schermate del tipo “sei un truffatore” o “il tuo sistema operativo potrebbe essere pirata”, tanto comuni nei prodotti di altri sviluppatori. Anche iLife 09 e iWorks 09 condividono la stessa filosofia, che la stampa statunitense ha definito “sistema d’onore” e che a noi piace ribattezzare “licenza d’onore“.

Apple di fatto si affida alla rettitudine morale dei propri utenti, oltre che ovviamente alla legge e soprattutto, al senso civico. Chiunque può copiare e installare senza fatica i software di Apple, anche su 10.000 computer, ma se ha anche un briciolo di coscienza, si sentirà una schifezza. E ad Apple tanto basta, fino ovviamente quando possibile all’intervento della Guardia di Finanza.

Per chi installa e usa i software questa fiducia si converte in un gran risparmio di tempo. Ovvero, non c’è bisogno d’impazzire con seriali astrusi, noiose attivazioni e lunghe sessioni al telefono con il supporto clienti.

Tutto bellissimo quindi, con una complicazione. Gli italiani si sentono sempre dei gran furbi e, piuttosto che pagare, preferiscono rubare, magari indorando il gesto con scuse, cavilli e ipocrisie varie. Questa licenza d’onore a noi piace un sacco, e troviamo che sia un esempio da seguire. Speriamo che la fiducia di Apple sia ripagata anche da una crescita del senso civico degli utenti della mela, e non solo.

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Categorie: apple

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