Il film Avatar e il suo messaggio profondo

Eccomi qui, di ritorno dal cinema dove sono andato a vedere Avatar, l’ultima creazione del regista “titanico” James Cameron. Ebbene si, mi sono convinto ad andare a vederlo, se non altro perché per criticare qualcosa bisogna almeno prima conoscerla. E la prima cosa che dirò è che mi sono dovuto ricredere: sì perché l’immensa campagna pubblicitaria che è stata mossa e gli innumerevoli commenti positivi della critica mi creavano qualche dubbio. Quante volte la pubblicità è ingannevole, specialmente coi trailer dei film e quando vai a vederli ti rendi conto di che boiata pazzesca sono. Stavolta, fortunatamente, è stato diverso.

La storia in sé è semplice: il nostro eroe è Jake Sully, un ex Marine costretto a vivere su una sedia a rotelle che si imbarca in un’avventura epica, e dove alla fine lo vedrà combattere per salvare il mondo alieno che ha imparato a chiamare casa.

Nonostante il suo corpo martoriato, Jake nel profondo è ancora un combattente. È stato reclutato per viaggiare anni luce sino all’avamposto umano sul pianeta Pandora, dove una società sta estraendo un raro minerale che è la chiave per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poiché l’atmosfera del pianeta è tossica, è stato creato il Programma “Avatar”, in cui i “piloti” umani collegano le loro coscienze ad un avatar: un corpo organico controllato a distanza che può sopravvivere nell’atmosfera letale. Questi avatar sono degli ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano unito a quello dei nativi di Pandora, i Na’vi.

Rinato nel suo corpo di Avatar, Jake può nuovamente camminare. Gli viene affidata la missione di infiltrarsi tra gli indigeni, che sono diventati l’ostacolo maggiore per l’estrazione del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na’vi, Neytiri, salva la vita a Jake, e questo cambia tutto. Jake viene introdotto da lei nel clan e impara a diventare uno di loro attraverso numerose prove e avventure.
Man mano che il rapporto tra Jake e la sua istruttrice ribelle Neytiri si approfondisce, lui impara a rispettare il modo di vivere degli indigeni e finisce col trovare il suo posto tra loro. Presto dovrà superare la prova finale mettendosi allo loro guida in un’epica battaglia contro la sua ormai ex-razza, decidendo così il destino di un intero mondo.

Ma la cosa più importante è il messaggio che, a mio avviso, trasmette la pellicola: l’uomo non ha ancora imparato a rispettare la natura, ma anzi cerca ancora di depredarla, così come fecero i conquistadores nel Nuovo Mondo più di 600 anni prima. Vi è quindi intrinseco un chiaro monito ecologista nonché uno contro la guerra. Due lezioni che l’umanità stenta a recepire e che ogni giorno si ripetono inesorabilmente.

Stupefacenti sono naturalmente gli effetti speciali, integrati perfettamente con quel poco di umano e reale. Un film diretto e scritto da Cameron ben 15 anni fa, quando non esistevano ancora ancora gli strumenti necessari per dare vita alla sua visione. Mi hanno colpito molto anche i colori del pianeta, così sgargianti come del resto i suoi abitanti e degna di nota è sicuramente pure la colonna sonora.

Per chi fosse interessato su Wikipedia trovate già un ampia pagina sul film oltre ad altri svariati collegamenti (dal popolo dei Na’vi alla lingua Na’vi, all’ambientazione del pianeta Pandora). Ah, è inoltre disponibile (in inglese) il copione originale del film. ;-)

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Categorie: about me, miscellanea

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